Le vertigini

Vedere la stanza girare vorticosamente intorno a sé, sino a perdere l’equilibrio e venir assalito da intensi conati di vomito. Questa è la orribile sensazione che prova chi è colpito da una forte crisi di vere vertigini, cosiddette oggettive. Altre volte le vertigini si manifestano in modo molto meno intenso, tanto da poter essere confuse con sensazioni analoghe, quali semplici sbandamenti o “vuoti di testa”. A volte esse durano soltanto per pochi secondi e sono provocate solo da alcuni movimenti del corpo o della testa, altre volte, al contrario, possono durare costantemente anche per più ore o giorni, ed essere quasi indipendenti da qualunque fattore scatenante.

Tale estrema variabilità è dovuta principalmente al fatto che in realtà le vertigini non costituiscono una malattia a sé stante, ma rappresentano soltanto il sintomo di un ampia gamma di patologie. Queste ovviamente possono interessare, in primo luogo, proprio gli organi dell’equilibrio posti nell’orecchio interno, ma anche il cervello e tutto un ampio insieme di altri organi ed apparati.
La vasta molteplicità di cause delle vertigini rende conto delle difficoltà implicite nel corretto inquadramento diagnostico e della frequente necessità, anche per lo specialista più esperto, di dover ricorrere, oltre che all’aiuto di moderni esami strumentali e d’immagine, anche al contributo interdisciplinare di altri colleghi.

 

Per quanto riguarda la cura delle vertigini, in fase acuta si possono usare solo farmaci atti a controllare i sintomi; superata la crisi, si impiegano poi medicinali allo scopo di curare le cause e prevenire le recidive. Mentre la chirurgia può essere vantaggiosa solo in pochi casi selezionati, sempre più utile si è dimostrata negli anni la terapia fisica delle vertigini. Quest’ultima consente sia di liberare dalla loro sintomatologia i numerosi soggetti affetti da vertigini a carattere posizionale, sia di riabilitare gli altri pazienti, migliorando o ripristinando la loro stabilità posturale e visiva ed incrementando nel contempo la loro qualità di vita, grazie al progressivo recupero delle normali attività quotidiane.

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